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January 21st, 2012 | Link a questo articoloCarl T. Holscher in Can you hear me now?:
Dave Caolo ha raccontato un aneddoto riguardo una donna che in un alimentari ha bloccato la linea alla cassa perché stava cercando il suo telefono squillante in un’enorme borsa. Nonostante il cassiere avesse il resto in mano e le borse pronte, la donna lo ha ignorato completamente presa dalla frenesia di rispondere al cellulare. […]
Ha parlato di come siamo tutti stati abituati a rispondere ai nostri telefoni squillanti come i cani di Pavlov facevano col loro pranzo. Ogni volta che c’è uno squillo, un bing, un gong, o una canzone pop che suona a tutto volume, il telefono diventa il centro dell’attenzione.
Qual è stato il momento, durante la storia umana, in cui abbiamo deciso che rispondere al telefono fosse vitale per la nostra sopravvivenza?
In tutta la mia vita penso di avere ricevuto una sola chiamata così importante da dover rispondere subito e interrompere quello che stavo facendo. Eppure non riesco a non rispondere. È più forte di me.
Scrivevo in Usalo quel dannato cellulare, ma non quando sto parlando con te:
Sono due gli scenari possibili quando decidi di preferire il telefono alla mia persona: o sei maleducato, o ti sto annoiando. Il primo caso è auto-esplicativo, la base di ogni rapporto umano consiste nel reciproco rispetto e se quest’ultimo viene a mancare il fragile equilibrio viene compromesso. La seconda opzione, invece, non ammette scuse: a meno che tu non stia usando il cellulare per migliorare la conversazione, il tuo comportamento è irritante. Se non mi consideri all’altezza della tua attenzione sei liberissimo di trovare una scusa di andartene; se la situazione non te lo permette, cerca di resistere quell’oretta necessaria per sbarazzarti di me. Nessuno ti obbliga a rivedermi in futuro.
La tecnologia è fatta per essere usata, non per essere usati da essa. Nel momento in cui preferisci un oggetto ad una persona, o ti senti in dovere di dare a quel pezzo di plastica e metallo più attenzioni di quelle che stai dando a chi hai davanti, hai fallito.