Il motivo per cui il Kindle ti fa leggere di più, alla fine, è che rende la lettura più semplice

January 24th, 2012 | Link a questo articolo

C’è un punto nella mia recensione del Kindle 4 su cui (ahimè) non ho posto abbastanza attenzioni: la convenienza e la mancanza di attrito. Ma prima di buttarsi a capofitto nella questione mi preme farne una breve introduzione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una strana tendenza prendere luogo. Sempre meno persone leggono libri, ma sempre più persone leggono. Cosa significa? Grazie alle pubblicazioni online, ai blog, a Twitter, anche se apparentemente leggiamo di meno finiamo per passare tutto il giorno davanti a uno schermo a leggere. Cambiamenti di paradigma e di abitudini, a quanto pare.

Nel suo pezzo Access to access Seth Godin avverte dei pericoli di questa era: abbiamo qualunque informazione disponibile in ogni momento, sì, ma questa disponibilità rende la creazione più difficile — è facile dirsi “ora studio un paio d’ore” e ritrovarsi mezza giornata dopo a non aver fatto altro che navigare sul web.

Quest’enormità di informazioni (di tutti i tipi) presenta al lettore di libri un enorme problema di non facile risoluzione. Perché leggere quel libro e perderci mezz’ora quando nello stesso tempo puoi imparare dieci cose differenti solo a guardare Reddit? In fondo acquisire nuova conoscenza è bello, ma lo è ancora di più acquisirne molta di più. O almeno così sembra.

Il Kindle, dicevo nel paragrafo di apertura, ha un grande merito: quello di essere lì e facilitare la lettura. È un pezzo di plastica duro e difficile da rompere, non è da sfoggiare quindi se si graffia non importa a nessuno, è leggero e entra nelle tasche dei cappotti. Non è piccolo quanto un cellulare, ma lo è abbastanza per stare sempre con te. E se ti porti dietro il Kindle ti porti dietro tre-quattro libri diversi, quindi hai pure una discreta scelta — sì, in realtà ha spazio per centinaia o migliaia di titoli, ma sono tre-quattro quelli che contano.

Ogni tanto mi innamoro di parole e concetti e finisco per parlarne tantissimo su questo blog nel giro di pochi giorni, “attrito” è la mia cotta degli ultimi tempi. Mi sto rendendo sempre più conto che, alla fine, le cose (non) le fai non perché (non) hai voglia di farle, ma perché c’è meno (o più) attrito tra te ed esse. Se hai sempre Twitter aperto, o anche Facebook, è facilissimo dargli un’occhiata e perdere mezz’ora di lavoro — l’unico ostacolo che ti divide è un click! Lo stesso vale per lo studio, se devi cambiare stanza o raggiungere un ripiano in alto per prendere un libro la voglia di studiare cala bruscamente. La prossima volta che vuoi importi una materia prendi il libro, aprilo al capitolo giusto, e poggialo accanto a te; ti assicuro che non dovere spostarsi nemmeno di un metro per dover studiare sarà un grandissimo incentivo a farlo.

Kindle e attrito, quindi. Col Kindle premi un pulsante e il dispositivo si accende, non devi far altro per leggere. I libri cartacei, invece, puoi perderci anche cinque minuti a ritrovare il punto in cui eri rimasto. E se non hai voglia di letture impegnate c’è Instapaper. Meno attrito insomma, nel Kindle ci sono meno ostacoli fra te e la lettura. Rende leggere più facile e non di poco. E finisci per leggere di più. Grandioso, no?