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December 3rd, 2011 | Link a questo articolo

Scrive Jonathan Rentzsch riguardo la sua avventura con il disco SSD che ha comprato per il suo MacBook Pro:

Riassunto: gli SSD vivono al massimo, muoiono presto, e fanno finta di stare bene anche nel momento in cui stanno morendo. Non usarli senza avere un bel backup funzionante al tuo fianco.

Dischi SSD a parte, solo io noto l’assurdità di avere degli archivi di memoria che durano al massimo pochi anni? Ma siamo impazziti? È facile cadere nella trappola di dire “eh ma al giorno d’oggi bisogna avere sempre un backup aggiornato”. Non dovrebbe funzionare così, la copia di riserva dovrebbe essere l’ultima risorsa da non sfruttare mai in un mondo ideale.

Io sono un geek: ho una copia-carbone del disco del mio MacBook Air su un HDD esterno, gli ultimi 6 mesi di dati archiviati tramite Time Machine su due dischi esterni, una copia non-locale negli Stati Uniti tramite Blackblaze, e salvo i dati su cui sto lavorando al momento su Dropbox. Ma di persone malate come me ce ne sono poche, e non ce ne dovrebbero essere perché i dischi dovrebbero essere più sicuri e affidabili.

Quando vent’anni fa compravi un CD sapevi che quel tipo di supporto aveva una durata media della vita molto superiore ai dieci anni, magari venti (o trenta, se trattato con massima cura). Questa è la giusta durata di un archivio, non nove mesi come i nuovi dischi SSD.