Recensione del Kindle da 99€

December 23rd, 2011 | Link a questo articolo

Non sono mai stato un grande lettore di libri. Da piccolo non avevo soldi per comprarli — non potevo chiedere ai miei di mollarmi un ventino ogni dieci giorni; mentre da grande ho scoperto il magico mondo dei blog, il quale mi ha reso sostanzialmente cieco a pezzi più lunghi di trecento parole.

Qualcosa è iniziato a cambiare due anni fa con la nascita di Instapaper. Grazie all’applicazione di Marco Arment non avevo più il dovere di leggere gli articoli nel momento in cui li trovavo, potevo semplicemente metterli in coda e affrontarli in un momento a me più congeniale. Inizio così a leggere le enormi recensioni geek di Shawn Blanc e John Siracusa, ma anche articoli di carattere più generale su pubblicazioni come The New Yorker e il NYT.

Da Instapaper al Kindle il passo è breve. Nel momento in cui riscopri il piacere della lettura silenziosa e lunga, ti chiedi: perché non fare il grande passo? Perché non comprare il Kindle e provare a riprendere in mano quei “cosi” così distanti chiamati libri? Magari prende bene e riesco a leggere più di tre pagine alla volta.

Viene fuori che il Kindle l’ho comprato e di pagine ora ne leggo più di cento, alla volta.

Kindle

L’esperienza di lettura

Riporto il testo introduttivo al Kindle dalla pagina di Amazon:

Abbiamo progettato Kindle pensando a una sola cosa: la lettura. Lo schermo di Kindle funziona a inchiostro: sembra di leggere su un foglio di carta, niente a che vedere con lo schermo di un computer. Con Kindle puoi leggere ovunque, anche al sole, senza riflessi sullo schermo.

Se avete mai comprato un iPhone o iPad prima di iOS 5 avrete sicuramente visto il famoso disegno che compare all’accensione dove viene spiegato di dover collegare il dispositivo al computer per attivarlo.

Il mio primo impatto col Kindle è stato simile, una volta tirato fuori dalla confezione mi sono chiesto perché Amazon avesse deciso di applicare una copertina trasparente con le istruzioni sopra lo schermo del lettore — invece di mostrarle una volta acceso. Solo dopo ho scoperto che quel disegno non era affatto stampato su una copertina: era, invece, mostrato dallo schermo del Kindle. Già da qui si capisce quanto l’e-ink — la tecnologia utilizzata per il display — sia accurata e praticamente identica alla carta stampata.

Ancora dal sito di Amazon:

Il nostro primo obiettivo nel progettare Kindle è stato quello di farlo scomparire tra le tue mani, per così dire toglierlo di mezzo, di modo che tu ti possa perdere tra le parole dell’autore. Kindle è sottile come una rivista, pesa meno di un libro tascabile, e contiene fino a 1.400 libri, così puoi portare la tua libreria sempre con te. La durata della batteria ti permette di leggere fino a un mese senza doverlo ricaricare.

“Un dispositivo che scompare dalle tue mani durante la lettura”. Già dopo qualche ora d’uso del Kindle ho avuto la conferma che la descrizione di Amazon non è un’azzardata strategia di marketing, quanto la più accurata descrizione di questo dispositivo. La lettura col Kindle è semplice: apri un libro e vedi una pagina, quando hai finito di leggerla premi un pulsante e passi alla successiva, e ripeti, e ripeti, e ripeti. Non ci sono orologi che mostrano l’orario, non ci sono notifiche di Facebook, non ci sono SMS. Sei te e il tuo libro, niente altro.

I tasti per cambiare pagina, poi, sono posizionati in modo astuto:

Tasti

Mentre quello per andare alla pagina successiva è grandicello ed è posizionato nella metà inferiore (a dire la verità è un po’ più in alto), quello per tornare alla pagina precedente è ben più piccolo e difficilmente raggiungibile se il dispositivo è sorretto con una sola mano. Le motivazioni di questa scelta ingegneristica si mostrano quando si considera che, durante la lettura, l’azione più eseguita è il passaggio alla pagina successiva (tasto grande e semplice da raggiungere), mentre rare volte si vuole tornare indietro (tasto piccolo e meno semplice da raggiungere). Amazon, poi, ha pensato bene di sdoppiare i tasti e posizionarli in tutti e due i lati in modo da rendere il dispositivo neutro e facile da usare con entrambe le mani.

Lettura di un eBook e quella dei libri di carta a confronto

Certo, il Kindle non ha il profumo di cellulosa a cui i nostalgici della carta stampata sono tanto legati; ma ha un delizioso odore di plastica che fra vent’anni, quando potremo farci inviare libri direttamente nel cervello, i miei figli rimpiangeranno. *

Non voglio paragonare l’esperienza di lettura del Kindle a quella di un libro “fisico”, sia chiaro. La verità è che è molto migliore. Se siete fra coloro che hanno avuto problemi a tenere un librone in mano mentre lo leggevate stesi di schiena sul letto, o fra coloro che hanno imprecato per aver perso il punto in cui eravate rimasti a causa di una chiusura accidentale del tomo, o fra coloro che hanno almeno una volta trovato la causa dei dolori alla schiena nella pesantezza dei cinque libri portati nello zaino… be’, il Kindle fa per voi. Ah, ho già detto che se andate in vacanza potete permettervi il lusso di poter portare solo un lettore (invece di 5–6 libri) liberando così spazio nel bagaglio a mano? Se avete mai viaggiato con Ryanair capirete subito a cosa mi riferisco.

L’unica pecca del Kindle durante la lettura è il ghosting. La tecnologia e-ink, quella sfruttata per rendere piacevole e non faticosa la lettura, non è ancora ai livelli degli schermi LCD e presenta talune volte il ghosting, ovvero un “ricordo” delle parole precedentemente mostrate. Ho fatto una foto per mostrare l’effetto:

Ghosting

Al cambio di pagina come si vede sono rimasti debolmente impressi alcuni tratti di “inchiostro”. L’effetto, seppur presente comunque, è talmente lieve che io stesso me ne sono accorto dopo qualche settimana. Niente di problematico, quindi.

Così come non sono stato mai un gran lettore, non ho mai avuto l’abitudine di sottolineare i libri. Perché farlo se difficilmente riaprirò quel libro? Qualche volta, a dire la verità, ci ho provato, ma ho smesso presto: sono un nativo digitale, sono abituato alla velocità e alla precisione di una ricerca su Google, per me è assurdo passare venti minuti a ricercare una frase “che forse era verso la metà del libro, però forse alla fine, non me lo ricordo” col rischio di non trovarla affatto. Faccio un discreto uso, invece, delle “orecchiette” agli angoli delle pagine, in quanto sono ben visibili e permettono di ritrovare facilmente un certo contenuto. Ma anche questi soffrono della poca precisione, non è raro che ne faccia decine e decine ad un libro, ritrovandomi con un oggetto così conciato:

Foto

Il Kindle non ha di questi problemi: ricordi una parola di una frase che ti è piaciuta e vuoi ritrovarla? La scrivi nella ricerca e in qualche attimo la ritrovi. Non hai il dispositivo sottomano? La puoi trovare anche dal sito di Amazon. Stesso discorso per le annotazioni, ben visibili e raggruppate in una sorta di indice facilmente consultabile. L’unica pecca del Kindle la noteranno coloro che sono abituati ad aggiungere commenti nei margini delle pagine: è possibile farlo, ma la mancanza della tastiera fisica (è solo virtuale) lo rende un procedimento tedioso e umanamente impossibile da compiere per frasi di più di due-tre parole. Pecca che si può risolvere con un po’ di accortezza, però. Ogni volta che compiete un’azione sul Kindle Amazon la registra, in modo da riproporvela nel caso accediate alla libreria da un altro dispositivo. Ma cosa significa in sostanza? È semplice, se durante la lettura delle lettere di Seneca dal vostro Kindle aprite l’omonima applicazione sul vostro iPhone (o iPad, o telefono Android, o quant’altro) sarete automaticamente portati al punto in cui siete rimasti. Da qui, grazie alla migliore usabilità della tastiera virtuale multi-tocco, potete scrivere la vostra nota, la quale verrà ri-sincronizzata automaticamente col Kindle. Comunque, se siete abituati a prendere parecchie note in un libro, le soluzioni sono due: o comprate il Kindle e perdete questa abitudine, o continuate a comprare libri di carta. Al momento la tecnologia non c’è, c’è poco da fare.

Il Negozio Kindle e l’acquisto di eBook

Contemporaneamente alla vendita del Kindle in Italia vi è stata un’altra novità che in parecchi hanno gradito: l’apertura del negozio di eBook in italiano.

La storia non insegna niente, si sa, e da bravi asini le case editrici sono ancora oggi restie dal convertire i libri già esistenti in versione digitale. La scusa è la solita: “E se poi ce li rubano e li scaricano?”. Ma, care case, se non esiste una versione eBook di un libro che voglio leggere, cosa dovrei fare se non piratarla? L’industria dei libri sta seguendo, anche se i tempi sono più lenti, le orme di quella musicale — sappiamo tutti com’è andata a finire. Come amava dire Steve Jobs “c’è un modo per battere il gratuito: la semplicità”. Se ho la possibilità di comprare un eBook ad un prezzo ragionevole e senza restrizioni kafkiane lo faccio, altrimenti farò uso di altre vie, non necessariamente legali.

Tutto questo per dire che finalmente ha aperto il primo negozio di eBook in Italia, negozio che pare ben rifornito. Sono ancora molti i libri di carta non pubblicati come eBook, ma Amazon fa sapere che oltre la metà dei libri della Top 100 italiana sono presenti, il che fa ben sperare per il futuro. Se siete lettori saltuari non dovreste avere grossi problemi a soddisfare i vostri desideri; se siete lettori più assidui potete benissimo ordinare il buon vecchio libro fisico quando la versione digitale è assente. Se siete a vostro agio con la lingua inglese, poi, è semplicissimo modificare il negozio di riferimento (portandolo da italiano a statunitense) e comprare libri in inglese. Non per niente io vivo ormai sul Kindle Store USA. Un po’ perché i prezzi sono più bassi di quelli italiani, ma soprattutto perché il cambio Euro-Dollaro abbassa ulteriormente il costo dei titoli, rendendolo bassissimo.

A proposito di prezzi: il costo degli eBook in italiano solitamente è simile a quello della versione fisica (purtroppo, dovrebbero costare meno), ma spesso si trovano sconti o prodotti meno costosi della controparte fisica. Tenendo però a mente che comprando un libro digitale si risparmia sulla spedizione, a parità di prezzo un guadagno, seppur piccolo, c’è. Non vi aspettate, però, prezzi irrisori, ho già detto che le case editrici fanno orecchi da mercante e ho come l’impressione che manterranno questo comportamento per un bel po’ di tempo ancora.

Il Kindle Store ha un vantaggio principale rispetto a qualunque libreria fisica: come per qualunque altro oggetto venduto da Amazon, potete leggere prima dell’acquisto le recensioni degli utenti verificando la bontà del prodotto. Le valutazioni sono normalmente ordinate secondo un punteggio di “utilità” attribuito dagli utenti stessi, ma è possibile anche ordinarle inversamente, in modo da poter leggere cosa hanno scritto gli utenti che hanno apprezzato meno il prodotto. È facile così capire in pochi minuti pregi e difetti del titolo per poter capire se appetibile.

Una delle funzioni più utili del negozio è la possibilità di farsi inviare un campione del libro — il primo capitolo, di solito, in modo da farsi un’ulteriore idea dei contenuti. Funzione che seppur limitata trovo più utile di una sbirciata fatta in fretta e in furia con un libro fisico, magari pressati da un commesso, ma è questione di abitudini.

Grazie ai costi nulli di stampa, il Kindle Store può permettersi di vendere i libri cosiddetti “classici” ad un prezzo difficile da battere: 0€. Se presenti, questi sono completamente gratuiti (com’è giusto che sia) e immediatamente disponibili e scaricabili. In teoria potreste comprare un Kindle e avere di che da leggere per parecchi anni senza mai sborsare un quattrino. Si capisce quindi che l’iniziale esborso di 99€ viene recuperato in breve tempo.

Progetto Gutenberg, Calibre, e eBook gratuiti senza diritto d’autore

Come ho già accennato uno dei punti di forza del formato digitale è l’assenza di costi di stampa e pubblicazione, con l’inevitabile conseguenza che la maggior parte dei “classici” sono scaricabili gratuitamente e legalmente. Sono vari i siti da cui ottenerli, primo su tutti il Kindle Store stesso, ma esistono altri progetti in stile Wikipedia che cercano di creare un archivio completo: l’esempio più interessante è il Progetto Gutenberg.

Dalla pagina del progetto:

Il Progetto Gutenberg offre più di 36.000 eBook gratuiti da scaricare sul tuo PC, Kindle, Android, iOS o un altro dispositivo portatile. Scegli tra i formati ePub, Kindle, HTML o semplice testo. I nostri eBook sono di alta qualità: tutti i nostri eBook sono stati precedentemente pubblicati da editori fidati. Noi li abbiamo digitalizzati e diligentemente corretti con l’aiuto di migliaia di volontari.

Se siete appassionati come me della vecchia fantascienza, o dei grandi classici, o comunque di libri il cui diritto d’autore è scaduto siete a cavallo: avete di che da leggere per tutta la vita, gratuitamente. Il Progetto Gutenberg ovviamente è incentrato sugli eBook in inglese, ma non sono rare le versioni italiane. Tutti i libri quando possibile vengono offerti in vari formati, quello che a noi interessa è il .mobi — l’unico supportato dal Kindle.

Ammettiamo che abbiate scaricato un eBook in formato ePub. Cosa fare per leggerlo sul Kindle? Il primo passo è convertirlo, per questo servirà Calibre. Calibre è una delle più brutte applicazioni che abbia mai visto, ma fa bene il suo lavoro quindi c’è poco da dire. Una volta trascinato il libro all’interno del programma, cliccateci col destro. Dal menù scegliete Converti libri e Converti individualmente. Apparirà una nuova schermata: selezionate in alto a destra il formato MOBI e premete OK in basso a destra per far partire la conversione. Una volta terminata cliccate nuovamente col destro sul libro, selezionate Connetti/Condividi e Invia messaggio elettronico a vostroindirizzo@kindle.com. Nel caso non abbiate un indirizzo già impostato, niente paura. Nonostante il software ve l’abbia già chiesto durante il tour iniziale potete riavviare questa introduzione cercando il menù Preferenze della barra dei menù e premendo su Avvia la procedura guidata iniziale. Dopo qualche passaggio vi verrà chiesto l’indirizzo Kindle sul quale ricevere i libri (inseritelo), e il mittente (inserite il vostro indirizzo preferito). Ovviamente se scaricate il libro in formato MOBI potete evitare il passo della conversione, saltando direttamente alla condivisione.

Integrazione con Instapaper

Nel caso non lo conosciate, Instapaper è un servizio che permette di salvare pagine web (tramite un pulsantino) per leggerle in un momento successivo. Oltre a salvarle si occupa anche di ripulirle da tutte le schifezze come pubblicità, commenti, e altre informazioni superflue.

Ma a chi serve? Perché usarlo? Non so voi, ma io mi sono trovato fin troppe volte nella situazione di voler leggere un articolo ma non avere o le forze per farlo o il tempo. Con Instapaper premi un pulsante e lui salva il testo della pagina, così puoi leggerlo sull’iPad o sull’iPhone comodamente sul divano la sera, quando non devi più correre da una parte all’altra per lavoro.

Da sempre per me una delle ragioni più grandi dietro all’acquisto del Kindle è stata l’integrazione a Instapaper, ma non è mai stata un granché e sono stato ad un passo dall’etichettarla con un “mah…”. Per fortuna dopo l’uscita del Kindle Touch Marco Arment si è messo al lavoro e ha sfornato una “nuova versione” che rende l’utilizzo del suo servizio decente. Non è come usare l’applicazione sull’iPad o iPhone, ma la maggior parte delle volte è buona abbastanza. Promossa, quindi.

Il Kindle non supporta l’installazione di applicazioni di terze parti, in compenso permette di ricevere le pubblicazioni periodicamente (o a richiesta). Instapaper, perciò, funziona in un modo un po’ contorto: ogni notte il servizio raccoglie gli ultimi articoli aggiunti in un mega-pacco e li spedisce al Kindle. Questi sono raggruppati sotto un unico nome “Instapaper” e funzionano come le riviste, ovvero presentano un indice che divide i contenuti in capitoli (articoli). La consultazione è semplice, pressione dei tasti laterali per scorrere le pagine, tasti direzionali per passare da un articolo all’altro. Niente male, no? No.

È praticamente impossibile automatizzare l’archiviazione degli articoli tramite il Kindle, tradotto in parole povere, dovrete farlo da un altro dispositivo o dall’interfaccia web. Stesso discorso per la possibilità di segnare un articolo tra i preferiti. Mi è capitato spesso di leggere la coda di Instapaper con il Kindle in una mano e l’iPhone nell’altra, in modo da archiviare gli articoli appena finiti di leggere — o di mettere “mi piace”, o di inviarmeli per email, ecc. Questa carenza non è colpa di Marco o di Instapaper, ma neanche del Kindle, in fondo il dispositivo è orientato alla lettura, senza distrazioni.

Come dicevo, avrei catalogato l’esperienza d’uso di Instapaper sul Kindle con un bel “mah…” se fosse rimasta così, ma per fortuna Marco ha deciso di migliorarla riuscendo nell’arduo compito di non renderla complessa.

Instapaper

Come si vede dall’immagine, è ora possibile compiere tre azioni finita la lettura: archiviare, archiviare e mettere mi piace, mettere mi piace. La procedura è sempre un po’ macchinosa visto che c’è da raggiungere e premere manualmente i tre “pulsanti”, ma stiamo parlando di minuzie. Rispetto alla situazione precedente l’esperienza è nettamente migliorata, e adesso l’integrazione del Kindle con Instapaper è diventata uno dei punti forti del dispositivo. Se siete utilizzatori di Instapaper e vi state chiedendo se comprare il Kindle, il mio consiglio è: sì, sì, e poi sì.

Note sparse

Connettività

Il Kindle ha due modi per ottenere contenuti: tramite WiFi o col cavo USB. La connessione WiFi funziona come prevedibile, inserite i dati e siete connessi a internet. Ogni acquisto, ogni campione di libro, ogni regalo, qualunque cosa viene scaricata automaticamente senza bisogno di intervento umano. Per “consegne” esterne viene fornito un indirizzo del tipo nomecognome@kindle.it, il quale invierà al dispositivo ogni file compatibile che riceve. Se collegate il Kindle ad un computer tramite il cavo USB potrete trasferire informazioni e file come se il dispositivo fosse un disco esterno, ovvero trascinandoli o copiandoli. Non è presente la connettività 3G, ma non dovreste nemmeno accorgervene, in quanto è quasi impossibile trovare una situazione che ne faccia uso — sì, non riceverete dei libri mentre siete fuori casa, ma appena connessi ad una WiFi li otterrete. E se proprio ne avete bisogno potete o creare un hotspot da un altro dispositivo o usare l’applicazione Kindle su quest’ultimo.

Acquisto dagli Stati Uniti

Non avendo idea della data di uscita in Italia ho comprato il Kindle da Amazon USA, ma visto che questo non spedisce i Kindle fuori dai confini ho dovuto intraprendere una strada secondaria. Luca Soldaini mi ha fatto conoscere Consegnato, un servizio italiano che permette di ottenere merce che viene spedita solo negli USA. Come funziona? I ragazzi di Consegnato hanno a disposizione una casella postale a Miami, si fanno spedire i prodotti lì e quando arriva chiedono dove inviarla in Italia. È un po’ come avere un amico disponibile che riceve la merce per voi e ve la manda. Si evitano in questo modo contrattempi e procedure tediose, visto che si occupano di tutto loro (spese doganali incluse). Non ricordo l’esatta cifra, ma per il Kindle base mi hanno chiesto di pagare circa 20€, tutto compreso. I ragazzi sono affidabilissimi e offrono la tracciabilità per la spedizione, li consiglio per qualunque evenienza.

Kindle versione base vs. Kindle Touch vs. Kindle con tastiera

Per adesso non vi è traccia in Italia del Kindle Touch (già venduto negli Stati Uniti); ma dato che ho comprato il Kindle ben prima che fosse disponibile nel nostro paese mi sono informato se il Kindle Touch fosse una scelta migliore rispetto a quello base. La risposta essenzialmente è “no”. Sebbene all’apparenza aggiungere ad un lettore eBook la sensibilità al tocco sia auspicabile, durante l’uso quotidiano questa va a cozzare con la “trasparenza” del lettore, obiettivo dichiarato più volte dalla stessa Amazon. Per capire perché basta pensare a come viene letto un libro: tenuto in mano a metà, premuto contro un muro o dei cuscini, bloccato da oggetti, ma anche letto sotto le coperte, in treno, o su un tavolo pieno di oggetti. Cosa hanno in comune queste situazioni? Il maltrattamento del libro. In ogni momento cambiamo mano per reggerlo, o lo appoggiamo da qualche parte, o qualcosa vi struscia sopra (una sciarpa, un lenzuolo, ecc). Il Kindle Touch usa dei piccoli raggi a infrarossi per localizzare la posizione delle dita e dei tocchi — non la conduzione elettrica come l’iPad, quindi diventa fin troppo facile girare pagina per sbaglio o selezionare un menù. Marco Arment, da possessore di tutte le versioni di Kindle compresa l’ultima “base” e la “touch”, è un esperto sull’argomento e non fa altro che ripetere che ancora non vi è la tecnologia necessaria per rendere il Kindle Touch migliore della versione base. Ammesso che questa tecnologia arrivi davvero, visto che i pulsanti fisici in questo caso si comportano perfettamente e sempre secondo le aspettative

Ammesso che arrivi in Italia (non credo), c’è anche un’altra versione del Kindle da prendere in considerazione: quello con la tastiera. Il Kindle con la tastiera è il precedessore dell’attuale versione base e non ha ulteriori funzioni rispetto al “figlioccio”. Dato che mi sono lamentato nella recensione della enorme difficoltà di prendere note con l’attuale Kindle la rimozione della tastiera sembra un passo indietro, ma lo stesso Arment conferma l’opposto, ovvero che anche con una tastiera fisica scrivere con il Kindle è un’operazione piuttosto lunga e laboriosa. Il suo consiglio è di lasciare perdere le note, ma se proprio non potete farne a meno non buttatevi su nessun Kindle. Sempliceme
nte, continuate a comprare libri di carta.

Conclusione e note finali

Come ho già detto nell’introduzione, se siete anche minimamente convinti di prendere un Kindle fatelo, non ve ne pentirete. È uno dei migliori prodotti realizzati negli ultimi anni e nonostante sia appassionato di Apple oserei dire che è migliore anche dell’iPhone e dell’iPad. Il Kindle fa poco, puoi solo leggere, ma lo fa così bene che ti chiedi come hai fatto a stare senza. Con un prezzo così ridotto l’acquisto è quello che gli inglesi definirebbero un “no-brainer”, che va fatto senza pensarci due volte.

PS: tutti i link verso Amazon presenti in questa recensione hanno un piccolo codice che mi permette di ricevere una piccola percentuale (attorno al 5%) sul vostro acquisto. Voi non pagate niente di più — ci mancherebbe altro — e io ci guadagno qualcosina. Se avete intenzione di comprare il Kindle, quindi, e avete apprezzato la recensione, un modo per ringraziarmi è usare questo link per effettuare l’acquisto: Kindle.

Ricevo il compenso anche se aggiungete il prodotto nella lista dei desideri e solo in un secondo momento fate l’acquisto, non serve comprarlo immediatamente. Vi ringrazio.