Una chiaccherata con Filippo Corti, curatore di Eppol.net
September 23rd, 2010 | Link a questo articoloQuesto articolo/intervista è una sorta di quarto capitolo riguardante le persone più interessanti del panorama Apple (e dintorni). In caso abbiate perso i precedenti, fate un salto all’intervista con Patrick Rhone, con Sandro Pennisi e infine con Riccardo Mori
Fin da quando aprii il mio primo blog – Yaab – alla tenera di età di quattordici anni (circa) fui oggetto di molte attenzioni online, le quali continuarono ad aumentare con la mia partecipazione a raduni e barcamp. Non ero il nuovo Joyce o Gates, ma veder parlare un ragazzino di SEO, trend di internet e varie con una discreta competenza non era cosa da tutti i giorni. Inutile dire che mandai ben presto tutto all’aria: la mancanza di disciplina mi fu fatale. Il solito ragazzo che avrebbe avuto futuro se solo si fosse impegnato.
Una strada diversa, in contemporanea con me, l’ha seguita Filippo Corti. Ricordo ancora che incappai nel suo blog Eppol.net e mi meravigliai, era così ben curato, scritto e con un bel design. Quando poi scoprii che aveva fatto tutto da solo mi rassegnai davanti all’evidenza, era un mostro. Non avrei mai potuto creare qualcosa di simile. Sono sempre stato un po’ invidioso nei suoi confronti, lui era quello che ce l’aveva fatta, io quello che aveva provato fallendo.
Penso di aver reso l’idea di quanta considerazione e rispetto provi per Filippo e oggi con l’intervista (che trovate qualche riga più in basso) voglio potergli dire grazie, grazie per avercela fatta – almeno te, e grazie per la cura che metti negli articoli ogni volta che scrivi. È davvero ammirevole.
Bando alle ciance, vi lascio con l’intervista. Spero che possa essere fonte di ispirazione come lo è stato per me.
Chi sei e cosa fai per lavoro?
Mi chiamo Filippo Corti, non lavoro ma studio. Ho 19 anni e da quasi sei scrivo su un blog dedicato alla Apple che molto originalmente allʼepoca ho chiamato Mac Blog. Scrivo anche su molti altri blog di vari ed altrettanto inutili argomenti, quello però è il primo che ho aperto e pure quello più aggiornato, anche se ultimamente devo ammettere di aver ridotto moltissimo il numero di articoli giornalieri (anzi, a dire il vero non ci sono più articoli giornalieri). Trascorro poi una grande quantità di tempo in rete: leggo i blog degli altri, visito e scrivo su Twitter, Tumblr, Friendfeed e va beh, evitiamo di proseguire: si è capito, che perdo unʼinfinità di tempo in rete.
Poi, se proprio qualcuno volesse sapere dettagli sul mio conto, e per dettagli intendo vita privata e altre passioni oltre a quella per la mela, ho un sito, Eppol.net, sul quale ho scritto una semiseria biografia in cui mi son descritto. Senza successo.
Quando e come hai scoperto il mondo Apple?
E’ stato sei, forse sette, anni fa. Quando andavo in seconda media, credo. Il computer ancora non lo usavo. Ne avevo però uno in casa; era un PC su cui girava, o se non altro ci provava, Windows Millennium. Non l’avevo quasi mai utilizzato fino a quando mi feci regalare un palmare, uno Zire 71, della Palm. A quel punto fui costretto ad iniziare ad affidarmi a quel computer, per la sincronizzazione e la gestione di tutte le cose; dei file, degli appuntamenti, delle applicazioni. Insomma, per la sincronizzazione del palmare. E allora, nel momento in cui iniziai ad utilizzarlo un po’ più seriamente, mi chiesi: “Possibile che questo coso, lento e inaffidabile, sia il meglio che si è riusciti a produrre?”. Devo essere sincero non ricordo bene come, forse visitando una Fnac o qualche posto simile, comunque in quel periodo iniziai ad adocchiare i Mac. Pensavo fossero sublimi, li guardavo – beh, ad esser sincero li fissavo e toccavo per minuti davanti allo sguardo spaventato e compassionevole del commesso – e non potevo fare a meno di notare quanto fossero totalmente differenti dagli altri computer in vendita. Del resto, lo si vedeva e capiva subito che erano diversi: tutti i PC stavano in un reparto triste e caotico, mischiati fra loro, disposti casualmente; i Mac avevano un piccolo tavolo a sé stante, bianco, pulito e perfetto. I Mac avevano un angolo tutto loro, un angolo che pareva etereo: la loro diversità e il loro distacco dal resto era palese, ben dichiarata e rivendicata.
Inizialmente, devo ammetterlo, mi attrassero solo per l’estetica. Poi però documentandomi in rete e leggendo le varie opinioni iniziai ad apprezzarli per tutto il resto. La stabilità, in primis. O forse fui abbindolato dal marketing di Apple (il Think Different funzionò benissimo) e ancor di più dai Mac Users che nei vari forum li lodavano. Erano bravi, i Mac Users, a convincerti che il Mac lo DOVEVI prendere, a mostrarti quanto fossero cool i computer della mela e tutto ciò che gli ruotava attorno. Il loro CEO, per esempio. E io ero giovane: scusate se mi son lasciato convincere. E soprattutto, ancora non sapevo che in pochi mesi sarei diventato peggio di loro.
Come mai hai deciso di scrivere Mac Blog? Cosa c’è dietro, insomma?
Veramente, dovrei ricordare perché ho iniziato a scrivere Mac Blog? Ricordo una cosa, però: ho iniziato a parlare di Apple, e parlare di Apple allora voleva dire parlare dei Mac, ancora prima di averlo, un Mac. Ero un poʼ ossessionato, effettivamente. Il mio uso di internet si restringeva alla ricerca di informazioni e dettagli su Apple: vecchie pubblicità (creai un archivio di pubblicità, che non ho più aggiornato da allora purtroppo, in cui ne raccolsi centinaia), dettagli, foto, rumors e concept. Visitavo il sito di Apple decine di volte al giorno, per osservare quanto fosse bello il PowerBook G4. E questo quando non potevo andare di persona a guardarmelo, il PowerBook G4. Ed insomma, non so bene come e perché, comunque ad un certo punto decisi di racchiudere tutte le cose che trovavo in un blog. Un blog da utilizzare come raccoglitore, insomma. Per me, più che per altri. Vi dirò anche la piattaforma che utilizzai, ma prima due cose dovete promettermi: la prima, tenere presente che ero giovane (è unʼattenuante); la seconda, che mi perdonerete. Fu spaces, quella di Microsoft, che era appena nata. Nemmeno la considererei una piattaforma di blogging, oggi. Non la conoscete? Meglio per voi. Pochi mesi dopo passai a blogspot, poi a WordPress.com. Fu con WordPress.com, che iniziai ad essere letto.
Comunque su Mac Blog ci scrivo e continuo a scrivere anche per unʼaltra ragione: quando iniziai ad interessarmi (che eufemismo, interessarmi!) ad Apple iniziai anche a parlarne con i miei amici, i miei genitori, con chiunque mi stesse attorno. Capii che non ne potevano più, udii in lontananza (ma pian piano sempre più da vicino) le maledizioni di chi mi stava attorno ogni volta che iniziavo con lʼargomento Apple. Capii però che in rete invece era pieno di strana gente pronta a sorbirsi volontariamente e con interesse tutte queste informazioni. Mac Blog quindi lo aggiorno per me, e per chi mi sta attorno: parlando di Apple su Mac Blog ho smesso di parlarne ai miei amici, o se non altro ho ridotto la frequenza dellʼargomento. Son stati felici. Molto, anche.
Avresti qualche consiglio per i lettori di IMM?
Ci sono tanti blog dedicati alla Apple, c’è Tuaw, Melablog, The Apple Lounge e un centinaio (e sto minimizzando) di blog simili. Il consiglio è di prenderne uno, e uno soltanto, massimo due, fra questi ed aggiungerlo al proprio feed reader. Alla fine si copiano tutti a vicenda e parlano tutti delle stesse cose, quindi uno basta e avanza per sapere tutto quanto c’è da sapere su rumors e notizie lampo varie. Se fra parentesi vi interessano, i rumors e notizie lampo varie: a me un poʼ hanno iniziato a stufare, ed è forse questa la ragione per cui Mac Blog è diventato così vuoto e poco aggiornato rispetto ad un anno fa. Ho anche aperto un canale su Twitter, ed è lʼunico spazio che ho scelto di dare a queste notizie: credo che la maggior parte degli articoli su Apple che si trovano in giro siano sintetizzabili in 140 caratteri, e non meritino un vero e proprio spazio su un blog. La gran parte di questi sono infatti segnalazioni di aggiornamenti, rumors, applicazioni che molto spesso non hanno bisogno di una vera e propria recensione, foto e video non sempre interessanti o che hanno già fatto il giro di tutta la blogosfera. Non serve, parlare a lungo di queste cose. Basta segnalarle, anche rapidamente. O forse questa è solo una nemmeno tanto buona scusa che mi son trovato per giustificare il fatto che non riesco più a star dietro, e nemmeno ne ho la voglia, a tutti i rumors e le notizie giornaliere che circolano su Apple.
Poi invece ci sono i blog più originali che vale la pena leggere, sui quali le cui notizie sono originali, non una semplice traduzione, non un mero copia e incolla. Si parte dai classici, Daring Fireball e Smoking Apples. Mi sento un poʼ inutile però: hai fatto una lista perfetta alcuni giorni fa dei blog da leggere, e lʼunica cosa che potrei fare io è riproporla. Se proprio vogliamo vedere ne mancano due, che io leggo: Macstories (lo leggo da poco: non è forse particolarmente originale ma mi piace) e Storie di Apple, dedicato al passato e non allʼultimo rumors.
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