Longform e le (lunghe) letture su Instapaper

July 9th, 2010 | Link a questo articolo

Diciamoci la verità: leggere su internet al computer fa abbastanza schifo. Non parlo di qualche articoletto qua e là scritto alla meglio, ma di letture più approfondite, lunghe centinaia di parole. Un recente “studio” ha confermato che le persone tendono ad amare la lettura di testi su carta carta, ma odiare il dover leggere al pc seduti alla scrivania.

Il problema è che internet è una risorsa infinita di conoscenza ed è difficile dire di no, anche se il costo possono essere effetti collaterali come l’affaticamento degli occhi. Io stesso, soprattutto d’estate, tendo a passare le ore “notturne” a leggere tutto ciò che mi sono trascinato dietro durante la giornata. E inesorabilmente finisco sul letto distrutto dalla stanchezza, con due occhi rossi da far invidia a certe star hoolywoodiane.

Grazie all’iPhone e soprattutto l’iPad, però, la situazione è cambiata, e parecchio. L’iPad in combinazione con Instapaper è una vera manna dal cielo, permette di leggere in assoluta comodità gli “articoloni” che prima solo sognavo e a cui dovevo rinunciare. Certo, non è come leggere carta stampata o su un Kindle, ma se dicessi che noto tanta differenza direi una bugia.

E a proposito di Instapaper oggi volevo spendere due parole, segnalandovi qualche risorsa per ottenere delle buone – e lunghe! – letture. Penso che tutti conosciate Give me something to read, il servizio curato dallo stesso Marco Arment che analizza quali sono gli articoli più “starrati” dagli utenti di Instapaper e li propone con una breve sintesi. Non credo che, invece, conosciate Longform, di cui ho deciso di trattare oggi.

Longform a differenza di Give me something to read non è un servizio per così dire “interno” a Instapaper ma è curato da due ragazzi, Aaron Lammer e Max Linksy. Essi svolgono un’attività certosina e ammirabile: cercano quotidianamente i migliori articoli su vari temi, tra cui cultura, politica e sesso (non necessariamente legati al mondo tecnologico), e li propongono sul loro sito – anche questi corredati da un breve sunto/introduzione.

Ovviamente il sito dispone di un feed RSS, ma vi avverto che la quantità di letture pubblicate ogni giorno è notevole, vi consiglio di affidarvi all’Editors’s pick, in cui viene effettuata un’ulteriore scrematura. Una caratteristica che amo di Longform, poi, è il fatto che non si limita agli articoli pubblicati in questi mesi/anni, ma grazie alla funzione Archives viene dato spazio anche a scritti molto vecchi, risalenti agli anni sessanta e settanta. E’ grandioso a mio parere.