La mia scrivania (reale) – il mio workflow, parte quattro

July 23rd, 2010 | Link a questo articolo

Questo è il quarto di una serie di cinque articoli che verranno pubblicati questa settimana riguardanti il mio workflow e dove tratterò di come svolgo determinati compiti con cui ho a che fare durante il mio tempo al computer. Pubblicai già tempo fa una serie di articoli simili, se ve la siete persa dateci un’occhiata. E’ una buona introduzione a questa.

E’ inutile avere un mac o un iphone organizzato se poi, puntualmente, avete una scrivania (quella reale, fisica) inondata da oggetti inutili. Avete certamente capito in questi mesi che il minimalismo non è una mera questione di app e software ma è un’idea più generale che pervade vari campi. Ho deciso così di parlarvi della mia scrivania, di come è organizzata e come ci lavoro. Probabilmente questo articolo non aggiungerà niente di nuovo a coloro che mi seguono da tanto tempo, ma è comunque un buon riassunto della situazione.

L’immagine qua sopra la scattai quattro mesi fa e non c’è niente che sia cambiato. Vi riporto la descrizione che ne diedi:

Non c’è molto (ovviamente!): una piantina di canne di cui amo prendermi cura, le casse e il sub (sotto la scrivania quest’ultimo), la lampada nascosta dietro al portatile, il router Netgear e un mini-acquario con un pesce e dei pulitori che si intravede sulla destra.

Relazionato al mio modo di lavorare e studiare penso di aver raggiunto la perfezione e non ho piani per modificare questa disposizione, semplicemente funziona e lo fa molto bene. Da quella foto ho solamente aggiunto un supporto in legno per l’iphone costruito da mio padre.

Nel caso abbiate una scrivania sovraffollata e voleste raggiungere una configurazione simile alla mia, vi riporto ciò che scrissi in un articolo di qualche tempo dopo:

Il metodo per riorganizzarla è questo: prendete tutta la roba che avete su di essa (e con tutta intendo anche il portatile, le casse, i fogli volanti, etc…) e appoggiatela sul pavimento. Ora rimettete sopra il portatile e le casse se ci ascoltate la musica. Nient’altro. A questo punto, ordinate per quanto possibile gli altri oggetti in una pila e prendetene uno in mano, a caso. Avete tre possibilità: archiviarlo, buttarlo o rimetterlo sulla scrivania. La terza vale solo per oggetti a cui siete legati sentimentalmente come foto o cimeli. E ne potete rimettere solo due. Per gli altri, esistono solo le prime due possibilità. Se è un foglio cercate di capire a cosa serve, se lo potete buttare via bene, altrimenti archiviatelo in un porta-documenti o in ciò che usate. In modo simile operate per penne, semplicemente riponetele in cassetti o porta-penne. E così via.

Comunque, mi potreste chiedere come faccio a lavorarci. In fondo la scrivania è fin troppo immacolata, sembra solo uno specchietto per allodole. E in parte è così. È ovvio che nel momento in cui ho bisogno di un quaderno per studiare mi vedo costretto ad appoggiarcelo, o nel caso faccia qualche bozza per il design di un sito il piano si riempia di foglietti e schizzi, oltre che matite. La regoletta è che, però, ogni volta che avete finito di lavorare con un oggetto, questo debba sparire e tornare al suo posto originario. Niente di più semplice.

Un ulteriore appunto lo vorrei fare su come gestisco i cavi e i fili. Dalla foto potete vedere come spuntino da un “attrezzo” l’alimentatore del Macbook e il jack per collegare il portatile alle casse. Be’, quell‘“attrezzo” è ancora una volta una costruzione di mio padre, realizzata su un’idea che mi è venuta in mente dopo un post su Lifehacker (non ricordo quale sia, perdonatemi).

In pratica è composto da un pezzo di legno nel quali vengono fatti passare i cavi e, nel momento del bisogno, bloccati. I buchetti sono larghi esattamente quanto i fili ma più stretti dei connettori, in modo che questi si sorreggano e non cadano. Per inserire i cavi va spostato un “interruttore” di ferro il quale, girandosi, permette il movimento ad un secondo pezzo di legno.

E’ una soluzione, secondo me, tanto semplice quanto geniale.

Infine, per nascondere i fili nel loro tragitto verso la presa di corrente, mi son fatto costruire una specie di “sacca” attaccata al lato inferiore della scrivania che li contenga per la loro lunghezza. Questo evita quel bruttissimo effetto “millefili arrotolati” nel caso abbiate una scrivania aperta che non ha il lato posteriore in legno.